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N & B

« "Non
è il nostro compito quello di avvicinarci, così come s’avvicinano il
sole e la luna, o il mare e la terra. Noi due, caro amico, siamo il
sole e la luna, siamo il mare e la terra. La nostra mèta non è di
trasformarci l’uno nell’altro, ma di conoscerci l’un l’altro, d’imparar
a vedere ed a rispettare nell’altro ciò ch’egli è: il nostro opposto e
il nostro complemento."
 »
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Köln ist ein Gefühl!!!

Felice come un coniglietto coloniale!

Colonia, la città del coniglietto, è gioviale, da gustare a piccoli sorsi, come una bella birra fresca… Qui, la parola Kölsch indica
al contempo la famosa birra prodotta in loco, il dialetto
(incomprensibile per gli altri tedeschi!) e, soprattutto, l’arte di
vivere che a lungo è valsa agli abitanti di Colonia il soprannome di
« pigri »! In occasione delle  « pazze giornate » del Carnevale, non  perdetevi la scoperta di questa città a dimensione umana.

Quasi
interamente distrutta durante la Seconda Guerra mondiale, Colonia è
oggi una delle città più famose della Germania, come dimostrano i suoi
100 milioni di visitatori annui.

Gli
abitanti di Colonia, che sono stati i primi protagonisti della sua
ricostruzione, da allora le riservano un amore tenero ed esclusivo che,
visto dall’esterno, potrà passare per campanilismo (Kölntümelei
dicono nel resto della Germania), ma le numerose canzoni locali
dedicate alla città colpiscono soprattutto per il loro humour e il loro
lato bonario: Hey Kölle ! Do bes e Jeföhl – « Ah Colonia! E’ l’emozione », cantano durante il carnevale… La sua leggendaria tolleranza (tradotta con espressioni come : Jede Jeck es anders – « Ogni persona è diversa ») l’ha fatta diventare, tra l’altro, nel paese la capitale degli omosessuali e delle lesbiche.

Importante
centro d’affari in grado di attirare numerose aziende di dimensione
mondiale (come Ford, Toyota e REWE), Colonia è anche famosa per le sue
fiere internazionali e i suoi Saloni (come l’IMM, il salone
internazionale del mobile) che attirano ogni anno 2 milioni e mezzo di
visitatori.

Per passare solo nove indimenticabili giorni di relax nella quarta città tedesca, ecco i nostri suggerimenti. Garantito da Mars und Maf. Prost a tutti!

DONE(S)

Funf Bunny, ovvero la cattedrale, in tutte le salse, l’unica che si è salvata dai bombardamenti della
seconda guerra mondiale altrimenti i coloniali sarebbero ancora in
lutto :-))

– Museo della Cioccolata (mezzo interruptus)
Museo del profumo the original one with tulipano, Giovanni Maria Farina di fronte alla piazza di Jülich, e il 4711 che ci fa schifo di cui non farò mai la foto in
Glockengasse
– Rheinpark con barbone superattrezzato, musica e tenda inclusi
Claudius Therme, e la cioccolata versata
– La messe (il tavolo di colonia)
– Quartiere Deutz
Koeln Arcaden
– Museum Ludwig (Arte moderna e contemporanea) e le imperdibili (?!) opere di Gerhard Richter ma noi abbiamo più apprezzato quel genio di Thomas Bayrle, vedere per credere
– Hohe Strasse e Schildergasse, le vie commerciali
Torre LVR (soprannominata « il Triangolo » e famosa per la sua terrazza panoramica) e le indicazioni sul vetro che non coincidono
– Galleria dello shopping Neumarkt Passage
– Le innumerevoli chiese romaniche di cui non ci ricordiamo nemmeno un nome
– Deko Life, negozio di articoli per il carnevale
– Tina Farina e i suoi inarrivabili gioielli in argento sporco, ma io ho quello originale from India 😉
– La Lanxess arena dove spero di vedere un giorno i Coldplay!

THE UNFORGETTABLES(S)

– Esordisco con l’inspiegabile assenza di pubblicità di questa splendida città in giro per il mondo, nonchè l’assoluta introvabilità di guide interamente dedicate a lei e quindi ne faccio una io!!!
– La Movida coloniale, è una città murata di
Kneipe, discoteche, pub, ristoranti
– L’abbigliamento a cipolla per affrontare il freddo i tre paia di calzini al giorno della marcy

Löwenbräu Köln il nostro primo pasto con loro, la cipolla che non ho dimenticato fino al giorno successivo, i suoi camerieri, il turco che non voleva ammettere di essere turco e voleva venire a ballare con noi, il turco tarocco che si è prodigato per noi, l’uomo allucinato, l’idraulico sconsolato per non aver risolto il problema con la caldaia, il rumeno, il custode anzianotti
– I tedeschi che ci parli un quarto d’ora in inglese e solo alla fine del tuo monologo ti dicono che non capiscono l’inglese (forse per educazione ti fanno parlare fino alle fine?)
– I precisi orari dei metro "leggeri", a tutte le ore, l’inspiegabile buco dall’una alle due
– Dove sono gli anziani a Colonia?!
– Mr. Stephan Gust e il suo dito anulare engaged e che è più lungo dell’indice ;-), anche se non sapeva nemmeno quanto dista Bonn da Colonia…ma tanto c’è internet!
– Mr. Nippel, die Frühstück Frau
– Il turista infreddolito e i diciottomila tipi di marmotte allo zoo
– Il tapiro obeso sempre allo zoo
– Le incomprensibili macchine dei tram-metro biglietti (aiuto, non sappiamo quale fare)
– Le traduzioni in italiano dei tedeschi (come si dice obliterare?)
– Capodanno on the river con fuochi casalinghi
Petit Price (together with Eduardo mani d’oro e Ismael ehm, culetto d’oro 
– Fukking what’s America al Downtown club I get the flyer for you oh yeah yeah
– La cozza Denzel from Giamaica, il pacco del Jamaica Inn, pipì al volo prima dell’arrivo dell’ultimo treno vicino alla foresta
– Metri di lingua al Rose Club, intorto con immediata mano sulla chiappa
, intorto coloniale con giochi adolescenziali
– Negozi e centri commerciali OVUNQUE!
– L’uomo idolo che con non chalance viene invitato dal poliziotto a scendere dal tram perchè se magnava na pizza e con altrattanta nonchalance risale dopo pochi metri
– L’irrisolto mistero di Mr. Wok…mmmhh

– Mitico Tally Weijl con le sue taglie mini
– La bazza del secolo: sauna di un ora
a scrocco in uno splendido hotel-spa, Mauritius Terme, dove TUTTI…e DICO TUTTI ERANO COMPLETAMENTE NUDI, "it is usual in Germany!"
– Gli alcolici economici – IN UNA SOLA SERA, nell’ordine, ingresso in locale con consumazione omaggio di benvenuto, più 2 birre a 2,50 euro l’una, scrocco birra da un crucco peraltro abbastanza piacente che ha abitato a Bologna in V Irnerio 22, PER UN TOTALE di 4 ALCOLICI AL PREZZO DI 5 EURO, sfido chiunque alla stessa bazza in quel di Bologna!
– Il kit per Gay
– Il ragazzo che vomitava da solo sul tram con la faccia verde, al quale siamo molto vicine, e il suo similare compagno che vomitava elegantemente, come solo un tedesco potrebbe fare, dentro al cestino della monnezza
– La guida INSOMNIA al quale io sono particolarmente affezionata, diciamo pure fissata!
– I negozi vintage che spuntavano qua e là
– Il concerto di capodanno, tanto per fare un pisolo…
– Le cacche atomiche e il mango stimolante
– L’utilissima Stadt Revue
– Il disappannatore di occhiali, MITICO!
– L’opera d’arte della crosta di pane e della ciabatta da nonno prima e dopo l’uso
– Gli operatori che volevano uccirdermi dopo l’ispezione del mio bagaglio a mano (grazie ancora Marcy)
– Il massaggio ai piedi di Eduardo!
– Il nonnetto al ristorante fuori dallo zoo che si faceva le storie con MARIAAAA e parlava italiano, però prende l’avion
– Io che chiedo a quella delle pulizie se "puedo utilisar el bagno"

Cibarie e bevarie

– I milioni di dounughts che non abbiamo mai mangiato
– Il pane con i semi, le noci e/o i raisins, nero e non
– Il bretzel coloniale con scaglie di mandorle e che devo ancora finire di digerire

– La cotoletta cordon bleu imbevuta di olio
– I vaffanculo (Waffel) con la panna, la nutella, o anche da soli
– Il Gluwein
– Il
Em Krützche e il brasato con salsa di mele e la scampata figura di m… con il cameriere italiano
– Il gulash (BUONOOOOO!!)
– La birra Kölsch con il suo tipico bicchiere filiforme , il Tumbler
– Haxe Haus (letteralmente
« casa dello stinco di maiale ») sarà pure famosa per servire il migliore
stinco della città, oltre a una salsiccia alla griglia lunga mezzo
metro, ma i camerieri sono i più sgodevoli che abbiamo trovato e un ciccione bilingue con vestiti tradizionali narra una storia incomprensibile di un giocatore d’azzardo, se qualcuno l’ha capita…
– Steak House Chicago, tipica di Colonia, ovviamente…
– Lo speck (by marcy)
– Negozio Chocolat, dove io vorrei andare a vivere, dentro al Du Mont Carré centro commerciale, la cioccolata con il tartufo bianco e i funghi porcini on the top vi mancavano dite la verità?
– Last but not least…Merzenich

TO DO(S)

– Museo della Cioccolata (second part)
– Museo della birra (ma dov’è?) vedi: Frü am Dom, vicinissimo alla cattedrale di cui Jacques Offenbach
Peters Brauhaus si trova in una via perpendicolare alla pittoresca Rheinpromenade
Carnevale (imperdibile…febbraio?no, meglio a luglio va là)
– Capatina a Bonn
– Capatina a Koblen (o Koltzer sigh…?)
– Capatina a Berlino (un altra vacanza!!!!)
– Crociera direzione Amsterdam
– Deutsches Sport & Olympia Museum (vale la pena?)
– Agfa-Photo-Historama (storia della fotografia)
– Karnevalsmuseum

Cibarie e bevarie

– Caffé Reichard, bar
– Frü am Dom, birreria
Oyster, ristorante, vicino a Porta Eigelsteintor, è stato inaugurato nel settembre 2006 dal giovane chef Peter Foltynowicz e dal sommelier Ralf-Peter Lembke  
Le Moissonnier, birreria
– Brasserie Päffgen
– Zur Tant mit Hütter’s Piccolo
– Park Plaza
– Lo SHEPHEARD, il bar per chirurghi americani, nella foresta di Rathenauplatz 5, che purtroppo è chiuso la domenica perchè il proprietario deve fare l’inventario dei 188 cocktail che preparano ogni giorno

MIO DIO LA LISTA E’ INFINITA!!! NON RIESCO A FERMARMI! …MA E’ LA CITTA’ DI MARY POPPINS!!??

NOTA BENE:
Il carnevale di Colonia o « la quinta stagione » (vedi anche Zingarate)

Benché
risalga al Medio Evo, fu solo sotto l’occupazione napoleonica, di cui
si burlava in modo bonario, che il carnevale di Colonia assunse la
forma attuale.
 
Ogni
anno, inizia l’11 novembre alle ore 11.11 esatte. Ma è soprattutto
l’ultimo giovedì di gennaio che raggiunge il culmine con il « carnevale
delle donne » (soprannominato anche il « giovedì delle donne », Weiberfastnacht),
durante il quale le donne mascherate vanno sulla Alter Markt, nella
città vecchia, a tagliare la cravatta degli uomini per indicare che,
quel giorno, decidono loro!
 
La
domenica successiva, un’enorme sfilata di 7 km raduna centinaia di
migliaia di persone venute ad assistere al passaggio trionfale del
Principe, del Contadino e della Vergine, i tre personaggi emblematici
del Carnevale di Colonia, detti anche i « tre astri ».

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COLDPLAY

COLDPLAY La scaletta (*: new album)

Life in Technicolor * 2008
Violet Hill * 2008
Clocks (A rush of blood to the head_2002)
In my place (A rush of blood to the head_2002)
Speed of sound (X&Y_2005)
Cemeteries of London * 2008
Chinese Sleep Chant * 2008 (hidden track after track no. 6 "yes")
42 * 2008
Fix you (X&Y_2005)
Strawberry swing * 2008
God put a smile on your face (A rush of blood to the head_2002)
Talk (only partial, techno version)
(X&Y_2005)
Hardest part (X&Y_2005)
Postcards from Far Away (solo Chris Martin)
Viva la vida * 2008
Lost * 2008
Scientist (A rush of blood to the head_2002)
Death Will Never Conquer 2008 (fuori album)
Politik (A rush of blood to the head_2002) (dal pubblico)
…solo piano di Chris…
Lovers in Japan – Reign of love * 2008
Death and all his friends * 2008
Yellow (Parachutes_2000)

….ed è già finito, sigh! 29/09/2008

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Non avevo mai pensato che la filosofia mi potesse interessare…

La filosofia in disaccordo e/o a supporto della psicoterapia

Il primo è un ragionamento errato che i filosofi chiamano Post hoc ergo propter hoc
Come ha giustamente fatto notare Abrahm Masslow, se l’unico arnese nella tua cassetta è un martello, molte cose cominceranno ad apparire simili a chiodi.
Sì, certe persone possono trarre sollievo dalla scoperta della fonte della loro sofferenza psichica (…) per un numero maggiore delle persone, determinare la causa non costituirà un ausilio sufficiente.
…conoscere la causa della loro sofferenza psichica senza però avere modo di ridurla, avrà per effetto che certe persone si sentiranno ancora peggio.

Una barzelletta psichiatrica: i pazienti giunti in orario all’appuntamento hanno ricevuto una diagnosi di ansia; quelli giunti in ritardo, di ostilità; quelli arrivati troppo presto, la patente di coattivi…"il mito della malattia mentale"
I problemi medici sono spesso definiti "sindromi". Valanghe di sindromi sono state osservate, documentate, indagate e comprese (…) e catalogate nel DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) 

L’affermazione, o supposizione, che qualcosa esiste senza che ci sia il sostegno di prove, è ciò che i filosofi chiamano "reificazione".
La terapia o la consulenza è in primo luogo un’arte. C’è in essa troppo di soggettivo perchè la si possa ascrivere nell’ambito oggettivo delle scienze da laboratorio.

Non c’è pillola (!) capace di farti trovare te stesso, raggiungere le tue mete, fare la cosa giusta (ndr: ho amici che non la penserebbero così! :-P).

La nostra società è anche pronta ad accettare scuse che riducano la responsabilità personale per tutto ciò che sia desiderable (leggi: fumatori che fanno causa alle compagnie produttrici quasi ne fossero le sole colpevoli). (…) Ma uniformarti a questo punto di vista finisce solo per darti la vuota sensazione di non essere mai responsabile, e una falsa speranza di risposte facili. Falsa perchè non ci sono risposte facili.

 Il termine psicoterapia deriva da due parole greche che nulla hanno a che fare con la medicina: therapeùo significa "dedicarsi" a "qualcosa", mentre psykhé significa "anima" oppure "respiro" o "carattere".

PEACE acronimo per 5 fasi che lo compongono: Problema, Emozioni, Analisi, Contemplazione, Equilibrio.
E’ più simile alla scoperta di una gemma che non alla costruzione di uno strumento. (…) Un cambiamento del genere ha la bellezza della metamorfosi di una crisalide in farfalla.
…Dubito che ne fosse consapevole, ma è certo che Twain faceva proprio il concetto cinese: l’azione migliore è quella che lascia senza sensi di colpi e senza rimpianti.
Non è necessario arrivarci ipso facto, ma posso assicurare che dedicarsi a quel lavoro e ottenere il risultato, è meglio di tutte le altre alternative – collera, senso di colpa, evasione dalla realtà, dipendenza, vittimismo, martirio, vertenze legali e tutta l’altra mercanzia.

"Togli di mezzo la tua opinione, e allora toglierai di mezzo la lagnanza, il "sono stato offeso". Togli di mezzo la lagnanza, ed ecco che l’offesa è scomparsa." MARCO AURELIO

Le grandi esplorazioni a volte richiedono più tempo e maggiori sforzi.

Per coloro che sono riusciti ad attraversare le prime tre fasi, la contemplazione può essere una sfida. Trovare e far propria la disposizione giusta può richiedere minuti o mesi, a volte addirittura anni. Ma se ti porta all’equilibrio, ne sarà valsa la pena. 

"Se in filosofia esiste qualcosa di simile a istruzione, può essere soltanto l’insegnamento a pensare per proprio conto" LEONARD NELSON
 
 

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William Shakespeare

Amore non è amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire quando l’altro si allontana…

Amore è un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai…

Amore non muta in poche ore o settimane ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio…

Se questo è errore e mi sarà provato io non ho mai scritto…

E nessuno ha mai amato…

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A te

A te che mi stai facendo dimenticare tutte le cose belle che ho provato come un naufrago si attacca alla vita mi sto attaccando al pensiero che sei stata una persona che mi ha dato tanto che mi ha fatto sentire parte di una coppia che per la prima volta ho fatto l’amore con te sapendo che mi sarei risvegliata con te al mio fianco sapendo che lo avremmo rifatto all’infinito a te che mi hai guardato senza giudicare che mi hai accettata così come sono che mi ha fatto sentire la cosa più importante della tua vita a te che hai detto che "l’importante non è capire ma l’importante è non capire e accettare comunque" ho avuto paura di dirtelo troppo forte che c’era qualcosa che non andava ho avuto paura di perderti e non capivo cosa fosse ti ho ferito senza saperlo o senza esserne pienamente cosciente e ti chiedo scusa ma mi accorgo che questa meravigliosa campana l’hai costruita tu con il tuo ottimismo a tutti i costi con il tuo cercare di mettere il coperchio hai creato la coppia ma senza esserne parte perchè se tu sei la crocerossa io non voglio essere la malata mi sono sentita protetta e questo mi ha accecato pensavo che non mi avresti mai ferita sempre rispettata è invece ora è successo ero certa che avresti capito anche ora che sei arrabbiato e non riesci a dirlo non mi chiedi aiuto non mi parli non senti di essere ferito da me come sono invece convinta io non riesci a condividere con me il tuo dolore che è sicuramente forte come il mio è bellissimo condividere il piacere ma è altrettanto se non più bello condividere il dolore e invece tu butti sabbia sopra a tutto quello che lo può provocare ogni sensazione brutta viene cancellata dalla ragione invece che essere vomitata fuori ecco perchè quando mi hai abbracciata e detto che non sapevi che fare per farti passare la brutta sensazione di stare bene con me ma non riuscire a vedere futuro insieme io ti ho sentito vicino come non mai e ho dato il nome ai nostri bimbi e sono salita su quel treno felice davvero e invece…tu mi stavi già lasciando non è tutto automatico no non lo è per due persone come noi hai corso verso la sfida della mia forza ti hanno spaventato i miei no e le mie sicurezze ma non ti ha spaventato lasciarmi da sola senza te hai corso verso lo scontato forse non sei così pecora nera come pensi se il tuo essere pecora bianca potesse significare darci un altra possibilità ti vorrei uno del mucchio nessuno mi ha mai dato così tanto e tolto ancora di più nella stessa persona mi sento come se mi avessero tolto un braccio Juno ti direbbe you are the cheese to my maccheroni perchè non riesci a condividere paura perchè ti sei serrato dentro al tuo guscio forse anche io volevo proteggerti e sentirti solo mio e non me ne hai dato la possibilità perchè sei stato in silenzio
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SKIN

La mia pelle ipersensibile per le tue parole e i tuoi silenzi, ora è rappresentata da questa canzone, perchè se questo muro non verrà abbattutto ora, non ci ritroveremo più. Ti sto sentendo sempre più sconosciuto…ecco il testo della canzone e la sua traduzione. Com’è possibile tutto questo dopo sette mesi passati insieme?

Skin – Tear Down These Houses

Sometimes what you say
confuses what you mean
a mouth of strangled words
Come spinning out your mouth
nothing’s like the dream
forget the words I say
just let them hit the ground
as long as we can tear down these houses
tear down these houses

You can run away
while I protect the way I am
there’s comfort in the pain
ripping through my heart that kicks you when you’re down
stand down on your demands ’cause no one wins this war
you sharpened your weapon for another useless cause
there’ll be no survivors
as long as we can Tear Down These Houses
tear down these houses

what have you done to me
what have I done to you

facing each other to the death
no other soul to understand

a mouth of strangled words
come spinning out your mouth
there’s nothing like a dream (nothing like a dream)
there’s nothing like a dream (nothing like a dream)
as long as we can tear down these houses
as long as we can tear down these houses

what have you done to me
what have I done to you

Skin – Tear Down These Houses

a volte quello che dici
confonde quello che intendi
la bocca strangola le parole
che escono fuori, spingendo
niente è come il sogno
dimentica le parole che dico
lasciale colpire il pavimento
finchè potremo abbattere queste mura
abbattere queste mura

puoi andare via
mentre io proteggo il mio modo di essere
c’è conforto nel dolore
che attraversa il mio cuore
e che ti calcia quando ti fermi,
abbandonando tutte le tue richieste,
poichè nessuno vincerà questa guerra.
affili la tua arma per un’altra inutile causa
non ci sarano superstiti
finchè potremo abbattere queste mura
abbattere queste mura

cosa hai fatto a me?
cosa ho fatto a te?

faccia a faccia fino alla morte
nessun’altra anima a capire

la bocca strangola le parole
che escono fuori, spingendo
niente è come un sogno
niente è come un sogno
finchè potremo abbattere queste mura
finchè potremo abbattere queste mura

cosa hai fatto a me?
cosa ho fatto a te?

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Ancora…

Stè mi ha chiesto se deve considerare per due il tavolo del matrimonio…non sapevo che dirgli. E solo l’altra sera gli ho chiesto se vogliamo organizzare con la Milly un week end in barca a quattro. A inizio settimana mentre facevo le pulizie ho cambiato i cuscini del letto, li ho messi tutti e due cervicale plus come piacciono a te pensando che fosse inutile spostare il mio cuscino ciccione ogni volta che venivi qui…perchè perchè perchè?
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CUBA

E’ passato un mese ormai dal mio rientro da Cuba, viaggio tanto sognato, tanto desiderato. Tante cose sono successe da allora e mai avrei pensato che mi sarei sentita come oggi. Un senso di vuoto. Un senso di abbandono. La persona che più avrebbe dovuto capirlo cosa rappresentava questo viaggio per me ha avuto la presunzione di capire come ero fatta per il solo fatto che sono partita. Ma mai vorrei riavvolgere la cassetta e tornare al giorno della mia partenza. Questo viaggio è stato controverso tutto quello che poteva andare a rotoli è andato a rotoli. Ma ecco questo forse lo ha reso ancora più bello. E compagni di viaggio rompiballe hanno contribuito alla disgregazione del gruppo di Avventure. Devo dire grazie a loro, i rompiballe, perchè ho avuto modo di apprezzare ancora di più i miei veri compagni di viaggio…prima fra tutti Elo che mi ha accompagnato fin dalla partenza in questa vera avventura. Fin dalla notte prima della partenza, ancora a Roma, fino alle tre al ristorante della PucciPicciPacci con risveglio alle 5 si era capito che si sarebbe dormito molto poco per le successive 2 settimane!! Vabbè dai diciamo siamo state le più culone per le case particulares (o le meno "difficili"?!mah!!) che erano tutte dei gioielli e i padroni di casa pure!:-) Cmq devo dire che ogni ballo, ogni istante con i cubani, popolo pieno di contraddizioni, di gioia, di furbizia (leggi: la sola del Rum alla liquirizia!!Elo, lo hai aperto il Matusalem????) è stato pieno di vita, impossibile questo mondo a parte da descrivere e capire se non lo si vive, eppure…una volta lì è esattamente come te lo aspetti ma non ci credi! Dai cocchi con il rum ai mojito che sanno di limonata il tasso alcolico è stato sempre abbastanza altino ma la lucidità mentale ci ha permesso di non perdere mai le chiavi di casa! Vero Elo!? 🙂 E’ stato bello coinvolgere la piccola Elo in qualche reaggeaton, vedrai che presto ti verrà molto più naturale ballarlo! 😉 E per fortuna che c’erano i nostri teatrini che tenevano alto lo spirito quando durante le ore che non passavano mai in pullman spingevamo ritmicamente il poggiapiedi per andare più veloce! Camillo e Ernesto forever….Che mongole! Non dimenticherò mai la puntata infinita di pictionary con la petroliera! Qualche piccolo esilarante momento di ghigna con Giorgio che ogni tanto per fortuna ci risparmiava la sua pesantezza. E gli AZUCAR al vento che si sprecavano…e mentre i nostri compagni di viaggio ci osservavano allibiti per le nostre performance da cabaret, Paolo e Cesare ci hanno accompagnato nella seconda metà del viaggio. E meno male! Paolo mi hai fatto troppo ghignare o mio caro GUIRO o JUIRO! Mamma mia che avventura davvero aspettare in aeroporto che qualcuno ci confermasse il volo per la che segnava la definitiva fuga dal gruppo, direzione AVANA!!!

Cmq grazie anche a Fernando l’autista che nonostante fosse uno di quei cubani CERDO DE MARE è sempre stato disponibile, sorridente e ha partecipato ai nostri deliri poliglottoli anglo-italo-spagnoli. Ma noi due abbiamo sostenuto delle conversazioni veramente di alto livello!!!!:-PPP Tamara e Guillermo invece ci hanno intrattenuto nelle ultime serata all’Havana. Guillermo bello TAMBIEN con gli occhi insanguinati di alcool hihihi a raccontarci di come i turisti vengano inchiappettati (ehm incantati) durante i riti santeri dei cubani e, ragazzi attenti, perchè si rischia davvero di rimanere innamorati e tornare con un cubano in valigia. E che dire del bagno che "se tuppiò" o mamma mia che ridere! Le scariche intestinali di Eloisa non se le dimenticheranno mai in quella casa…

CUBA il primo viaggio della mia vita che appena finito volevo già ricominciasse. Anche se un posto mi piace molto quando torno da un viaggio non penso mai che voglio subito ritornarci ma Cuba ha lasciato il segno. Raul ferma ancora per un po’ il tempo!!!Non avere fretta di  farla diventare una fredda capitalista…e il mio primo pensiero è stato che volevo tornare con te…sì proprio te. Non so se leggerai mai queste pagine visto che così poco ne mastichi di msn e chat (chissà se lo avresti messo skype per parlare con me). Forse dentro di me voglio che tu legga ma cmq scrivo per me perchè ora ho solo voglia di urlare e buttare giù queste due righe mi fa sentire meglio, sento che quello che provo posso lasciarlo indelebile nella speranza che però si cancelli presto da me. Ho trovato il tuo muso duro ad aspettarmi al mie rientro, nulla del genere avrei mai potuto immaginare. Ho pensato che fosse un momento, che sarebbe passato…che un mostro si fosse impossessato temporaneamente di te. E invece si è creata una frattura impossibile da saldare…tu rimani freddo anche ora che decidi che è meglio chiudere. Tanto mi hanno aiutato a capire di te le nostre ultime conversazioni e questo in parte mi ha confuso. Sappi che proprio domenica quando ti ho lasciato alla stazione, per la prima volta nella nostra storia ho pensato a come sarebbe stato bello fare "sul serio" a come sarebbe stato averti più vicino di così- ed ero felice. Ma nel frattempo avevo paura perchè mi chiedevo "se non superiamo nemmeno questa, come possiamo superare una vita insieme?" Non devo vergognarmi se i miei tempi sono diversi dai tuoi, non devo essere triste se quello che provo alle volte non esce, la tua freddezza mi spiazza, non voglio sentirmi in colpa per aver realizzato il mio sogno di quattro anni, un semplice viaggio senza di te. Lo capisco il tuo personale significato che dai a questo viaggio ed ero pronta ad esserti il doppio più vicino ma la tua chiusura mi ha impedito di avvicinarmi e ci ha impedito di andare avanti…non è altruismo fingere di stare bene, è stupidità, è essere accecati. Se le cose non fossero finite così, sarei stata comunque contenta di non aver saputo il tuo pensiero su questo viaggio prima di partire. In fondo questo mi ha permesso di capire che la prossima volta ti dovrò violentare per sapere qual’è il tuo pensiero su una cosa così importante come "abbandonarti" due settimana e dare la precedenza a un mio sogno piuttosto che stare con te. Mi sarei sentita lusingata, amata, ma questo è chiedere troppo…Ma non ci sarà una prossima volta. Per me tutta questa situazione era il momento per capirsi davvero e ricominciare da capo e se tu non sei in grado di ascoltare il mio battito di cuore, non potremo mai avere un ritmo comune…per te è solo la contrapposizione tra irrazionale e razionale. Ne so qualcosa, ci sono immersa fino al collo…ma in amore non può vincere il razionale e dentro di te ha prevalso alla grande, ora. E non mi dire che lo fai per me piuttosto che andare avanti con la tua insicurezza su di noi e i tuoi umori. Non lo puoi capire cosa vuol dire sentirsi dire che che non centravo nulla lì a Torino con te, come fossi lì per caso. Stai mollando stai lasciando, hai deciso che vuoi smettere di capirmi o forse non ci hai mai provato. Tu che parli tanto di fare le cose "per la coppia", la coppia la stai mollando per primo. Mi accorgo che forse per la prima volta ti sei lasciato andare questa domenica, ho sentito che mi stavi dicendo quello che desideravi ed è questo che volevo anche io, di cui avevo bisogno. Che ti aprissi. Tienimi stretta e guidami io non scapperò…quella indipendenza che tanto ho amato di te fin dall’inizio è diventata fredda indifferenza. Lo ripeto, non puoi pensare che una persona che è sempre stata sola si accoppi in un lampo, avevo bisogno di una mano, ti sembra strano vero?! Avevo bisogno di sentire che tu lo desideravi stare con me…anche solo con una proposta di viaggio da soli e non con i tuoi amici. E forse la mia reazione ti avrebbe davvero stupito invece che fare i tuoi soliti giochetti di parole fintischerzosi per mettermi alla prova come fai anche quando parli di progetti..forse la tua è paura ma non metti in conto che ne possa avere anche io. Presuntuoso… come farmi capire anche con piccoli segnali di gelosia che vuoi che io sia solo tua. Ecco…questo ti manca, farmi sentire che sono tua e soprattutto che vuoi che io sia solo tua…contraddittorio vero?! La libertà e poi la possessività. Bhè penso che questo piccolo meccanismo letale ci abbia portato a questo ending. Hai bisogno di una persona bella fatta e stampata secondo le tue esigenze di 36 anni di vita?! Forse da qualche parte esiste, ma non sono io. Non mi hai dato tempo e questo scusa se te lo dico non è altruismo ma è egoismo puro…la tua fretta è la mia crescita. Ho provato a urlare ma non mi hai sentito. Oppure chissà magari ci rivedremo e tu sarai quello che ha avuto ragione: non mi vedi cambiare nei prossimi anni. STOP eppure mi vieni in mente mentre cammini al contrario sulla scala mobile, e rido…che mi guardi dall’alto come mastro lindo mentre dormo o che mi chiedi di togliermi gli occhiali per guardarmi negli occhi…che sono l’unica a poterti dare la mano anche se sono appena scesa dal treno. Non lo voglio l’asterisco… non mi sembra vero…

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